manovra da 23 miliardi

Ok del Cdm al Documento programmatico di bilancio da inviare a Bruxelles per definire la prossima legge di Bilancio da 23 miliardi. Taglio delle tasse da 8 miliardi.

Da Palazzo Chigi arriva il via libera al Documento Programmatico di Bilancio ma i "sonni" del governo restano agitati perchè il "nodo" pensioni non è stato sciolto e in Consiglio dei ministri rimane forte l’opposizione della Lega a soluzioni troppo lontane da Quota 100.

L’ipotesi del Mef circolata nel pomeriggio, Quota 102 per il 2022 e Quota 104 per il 2023, viene momentaneamente accantonata: "Questa sera nessuna decisione su Quota 100 è stata presa, così come chiesto dai ministri della Lega - dice il ministro dello Sviluppo Economico Giancarlo Giorgetti -. Nei prossimi giorni si decideranno modalità e tempi delle modifiche del sistema pensionistico. Escludo qualsiasi ritorno alla legge Fornero". Ma lo esclude altrettanto tassativamente anche il documento finale del Consiglio dei ministri, che parla di "graduale ed equilibrato passaggio verso il regime ordinario". "La manovra di bilancio - si legge ancora nel documento - ha l'obiettivo di sostenere l'economia nella fase di uscita dalla pandemia e rafforzare il tasso di crescita nel medio termine. Si mira inoltre a ridurre il carico fiscale per famiglie e imprese".. "Viene aumentata la dotazione del Fondo di Finanziamento ordinario per l'Università e del Fondo Italiano per la Scienza e viene creato un nuovo fondo per la ricerca applicata. Le borse di studio per gli specializzandi in medicina vengono portate in via permanente a 12.000 l'anno". Con la manovra "viene disposta la proroga fino a giugno dei contratti a tempo determinato stipulati dagli insegnanti durante l'emergenza Covid-19". La voce di maggior peso della manovra è l’anticipo della riforma fiscale: in bilancio almeno 8 miliardi per il taglio del cuneo (2 dei quali però già stanziati in precedenza) che rappresentano circa un terzo delle risorse complessive in legge di Bilancio. Altra posta importante è quella della riforma degli ammortizzatori sociali.

I CAPITOLI DELLA PROSSIMA LEGGE DI BILANCIO 

Previdenza

Il governo propone di superare Quota 100 con Quota 102 nel 2022 e Quota 104 nel 2023. In questo modo si attenua lo scalone di 5 anni che si viene a creare da gennaio, tra l'età per la vecchiaia di Quota 100 (62 anni) e quella ordinaria (67 anni). Si vuole prorogare poi l'Ape sociale, l'anticipo pensionistico per disoccupati e lavoratori disagiati. Ma il suo allargamento ad altre categorie di lavori gravosi viene per ora congelato. Mentre Opzione Donna non verrebbe riconfermata. Si studiano agevolazioni per gli esuberi di personale nelle piccole aziende.

Sussidi

Il Reddito di cittadinanza viene rifinanziato con 1 miliardo per portare la spesa 2022 al livello del 2021, pari a 8,6 miliardi. In realtà il governo Draghi aggiungerebbe solo circa mezzo miliardo per l'anno prossimo, visto che a bilancio ci sono già i 474 milioni assicurati dal governo Conte II nel 2020. Vengono introdotte anche due strette: una sui controlli potenziati ex ante, anziché ex post come oggi, e un meccanismo di incentivi e disincentivi per spingere al lavoro i beneficiari. Si pensa a un taglio dell'assegno se si rifiuta l'offerta di lavoro e alla possibilità di cumulare Reddito e occupazione part-time.

Riforma fiscale

Ai 2 miliardi esistenti per il taglio delle tasse sul lavoro vengono aggiunti 6 miliardi per un totale di 8 miliardi nel 2022 e 9 miliardi a regime, anche grazie all'eliminazione dell'aggio sulle cartelle esattoriali che frutta 900 milioni. Ancora nessuna ipotesi su come usare queste risorse. In ballo un possibile intervento su Irpef, Irap o contributi. E sui 2 miliardi di Cuaf da eliminare, il contributo che le aziende pagano per gli assegni famigliari dei dipendenti: una posta non più compatibile con l'assegno unico per i figli, coperto dallo Stato, che ora va anche agli autonomi. Sugar e plastic tax rinviate al 2023.

Cassa integrazione

Nel 2022 arriva l'ammortizzatore universale per tutti i lavoratori - precari e stabili - e tutte le imprese, grandi e piccole. La Cassa integrazione ordinaria si espande, quella straordinaria potenziata, il décalage dell'assegno di disoccupazione (Naspi) attenuato. Rispetto alle ambizioni iniziali - 8 miliardi il costo della riforma pensata dal ministro del Lavoro Orlando - lo stanziamento per ora sembra limitarsi a 3,5 miliardi, comprensivo del capitolo pensioni. Le piccole aziende oggi escluse dai versamenti di fondi per la Cig dovranno cominciare a contribuire, seppur parzialmente, già dal 2022.

Bonus edilizi

Il Superbonus 110%, finanziato dai fondi Ue del Recovery, viene prorogato al 2023, sempre con cessione del credito, ma solo per condomini e immobili ex Iacp, non per le villette unifamiliari. Dopo il 2023 andrà in décalage fino a pareggiare l'altro ecobonus al 65% che viene prorogato di tre anni come pure quello del 50%. Nessuna proroga per il bonus facciate: ma sul punto si discute. Gli incentivi per le imprese sono riconfermati, ma gli sconti alleggeriti: Transizione 4.0 va avanti per un altro triennio (nel 2022 era già prevista) e il bonus Ricerca e sviluppo fino al 2031. C'è un miliardo per tagliare le bollette.

Salute e famiglie

Alla Sanità vanno 2 miliardi in più nel 2022 e a seguire nel biennio successivo per un totale cumulato nei tre anni di 2, 4 e 6 miliardi extra. Alla struttura del commissario Figliuolo per l’emergenza Covid arrivano altri 2 miliardi. E vengono finanziate nuove borse di studio per 12 mila medici specializzandi nei prossimi anni. Rifinanziato anche il fondo per i farmaci innovativi e nuove risorse per la non autosufficienza. Il congedo di paternità, pari a 10 giorni, diventa strutturale. Allo studio anche una decontribuzione mirata per incentivare il ritorno delle neo mamme al lavoro. Più soldi agli asili nido.

Ali: “Rimettere al centro l’azione formativa”
Tra le misure all'interno del Documento programmatico di bilancio approvato in Consiglio dei Ministri troviamo anche l’aumento del fondo per la gratuità dei libri di testo. Una notizia particolarmente attesa anche dall’Associazione italiana librai (Ali). “Un primo passo importante per rimettere al centro dell’azione governativa la formazione”. Questo il commento di Ali-Confcommercio, che ha anche aggiunto: “Maggiori investimenti nella formazione e nella cultura sono il modo per ricucire le fratture sociali che sono emerse negli ultimi anni”.

In un ultima battuta l’Associazione dei librai auspica che il governo attivi velocemente i meccanismi per consentire alle famiglie di accedere alle risorse ottenute e che cominci un percorso di sostegno dei consumi culturali e formativi attraverso l’introduzione di detrazioni fiscali.

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