GIUSEPPE CONTE 3.11.2020

Il presidente del Consiglio ha illustrato in Parlamento il nuovo provvedimento: previste restrizioni per le regioni più colpite, mentre a livello nazionale saranno chiusi i centri commerciali nel weekend, oltre a musei e sale gioco. In preparazione nuovi indennizzi per le categorie interessate. Confcommercio: "servono più programmazione e più coordinamento".

"Il quadro epidemiologico nazionale ed europeo appare particolarmente critico. La pandemia corre inesorabilmente e impetuosamente in tutto il continente, costringendo ciascun Paese a individuare e adottare misure progressivamente più restrittive". Anche il governo italiano "è chiamato ad assumere con la massima speditezza, a fronte di una costante evoluzione, anche molto repentina, del quadro epidemiologico" un nuovo Dpcm entro mercoledì. E' il quadro tracciato dal presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, nella sue relazione alla Camera e al Senato.

Dal monitoraggio effettuato nella settimana dal 19 al 25 ottobre, ha sottolineato, risulta che il numero di nuovi casi segnalato è quasi raddoppiato rispetto alla settimana precedente (100.446 casi rispetto a 52.960 casi), gli italiani contagiati sono molti di più, anche se "la gravità dei contagi appare diversa - e inferiore - rispetto alla prima ondata". Con un Rt nazionale di 1.7, "nella settimana di riferimento, per la prima volta, è stato segnalato il superamento della soglia critica di occupazione in aree mediche ed esiste un'alta probabilità che 15 Regioni superino le soglie critiche di terapia intensiva e di aree mediche nel prossimo mese". Per questo "siamo costretti a intervenire in un'ottica di prudenza e massima precauzione" assumendo "una decisione, orientata ai principi di proporzionalità e adeguatezza, che contempli nuovi interventi restrittivi, modulati e differenziati sulla base del livello di rischio concretamente rilevato nei territori". Sulla base di criteri scientifici elaborati dall'Istituto Superiore di Sanità, dal Ministero della Salute, dalla Conferenza delle Regioni "sarà quindi necessario introdurre un regime differenziato basato sui diversi scenari regionali".

In pratica il prossimo Dpcm individuerà tre aree, corrispondenti ad altrettanti scenari di rischio, per ciascuna dei quali sono previste misure via via più restrittive. L'inserimento di una Regione all'interno di una delle tre aree, con la conseguente, automatica applicazione delle misure previste per quella specifica fascia, avverrà con ordinanza del ministro della Salute, che potrà poi deciderne anche l'uscita. Per la fascia meno a rischio, a livello nazionale, saranno comunque individuare misure ulteriormente restrittive: "pensiamo - ha annunciato il premier - di disporre la chiusura nei giorni festivi e prefestivi dei centri commerciali ad eccezione di farmacie, parafarmacie, negozi di genere alimentari, tabacchi ed edicole che si trovano all'interno dei centri commerciali; ovviamente in ragione della maggiore attrattività che questi spazi suscitano in particolare nel weekend. In coerenza con la chiusura delle sale da gioco e delle sale bingo, intendiamo disporre anche la chiusura di corner adibiti all'attività di scommesse, i videogiochi ovunque siano collocati. Chiuderanno ahimè anche musei e mostre, prevediamo anche la riduzione fino al 50% del limite di capienza dei mezzi di trasporto locali. Infine prevediamo di porre un limite agli spostamenti da e verso regioni che presentano elevati coefficienti di rischio, salvo che non vi siano comprovate esigenze lavorative, motivi di studio o salute, situazioni di necessità. Prevediamo anche limiti alla circolazione delle persone nella fascia serale più tarda, salvo anche in questo caso che nelle medesime situazioni delle comprovate esigenze lavorative, motivi di studio o salute, situazioni di necessità. Prevediamo infine la possibilità che le scuole secondarie di secondo grado possano passare anche integralmente alla didattica a distanza, sperando che questa sia una misura ben temporanea".

"Coscienti delle profonde ripercussioni che le restrizioni avranno inevitabilmente sull'attività economica, sulla produzione e sui redditi", ha assicurato Conte, "il Governo non intende arretrare di un millimetro rispetto al proposito di garantire la più ampia protezione economica possibile ai lavoratori, alle imprese e alle famiglie italiane". E per questo, a fronte delle nuove limitazioni, ha concluso, "d'accordo con il ministro Gualtieri e con il ministro Patuanelli, stiamo già lavorando per compiere, realizzare, perseguire ogni azione utile per ristorare e sostenere i settori colpiti e, per questo, cercheremo di concretizzare queste erogazioni in termini di ristori e indennità al più presto".

Confcommercio: "servono più programmazione e più coordinamento"
Confcommercio ha affidato ad una nota il commento sulle annunciate nuove restrizioni che il Governo si appresta a varare. "Confcommercio rimane convinta del fatto che la necessità di contrastare con la massima determinazione l’aggravarsi dell’emergenza epidemiologica richieda anzitutto più programmazione e più coordinamento".

"Più programmazione e più coordinamento - prosegue Confcommercio -per recuperare i ritardi e per sanare gli errori che largamente spiegano le criticità emerse su tanti fronti: da quello dei tamponi, del tracciamento e della sanità territoriale ed ospedaliera a quelli del trasporto pubblico locale e della scuola. Più programmazione e più coordinamento perché la soluzione di ultima istanza del ‘più chiusure’ determina costi economici e sociali crescenti, sempre meno sostenibili e che, comunque, richiedono ristori davvero adeguati e davvero tempestivi".

Si preparano nuovi ristori, pressing per più deficit
Assicurare aiuti a tutte le attività che saranno penalizzate dal nuovo dpcm anti-Covid, anche facendo nuovo deficit se necessario. Mentre il governo fatica a trovare una intesa con le Regioni sulle nuove misure per domare l'epidemia, la maggioranza incalza l'esecutivo e sale il pressing per ricorrere ancora all'indebitamento per il ristoro di chi sarà costretto a fermarsi di nuovo. Le nuove misure varieranno sia per le categorie coinvolte sia per le zone e le Regioni interessate. E una ulteriore variabile sarà quella della durata delle restrizioni, che dipenderà, come illustrato dal premier al Parlamento, dall'andamento del quadro epidemiologico. Il nuovo meccanismo di ristori andrà quindi adattato a questo sistema di chiusure 'a fisarmonica', che si allenteranno quando i dati migliorano e diventeranno più severe con picchi di contagio. Anche per questo al Mef si continua a lavorare sui potenziali ulteriori risparmi dalle spese già autorizzate per il 2020 e si cercherà di evitare il ricorso a un ulteriore scostamento. La Camera, con la risoluzione di maggioranza approvata al termine dell'informativa di Conte, ha chiesto comunque esplicitamente di "valutare l'opportunità di un nuovo ricorso all'indebitamento" per garantire protezione del lavoro e aiuti a tutti i settori interessati.

La lista delle richieste è già lunghissima, solo considerando le categorie che non hanno accesso, al momento, al decreto ristori: ci sono i circoli Arci e delle Acli che chiedono aiuti per il Terzo settore, le lavanderie industriali che lamentano l'esclusione, circa 100mila imprese tra pizzerie al taglio e rosticcerie (della ristorazione senza somministrazione) che secondo la Cna sarebbero state tagliate fuori. Molte aziende nel campo degli eventi, poi, non corrisponderebbero a nessuno degli Ateco finora in elenco. Nulla nemmeno per i bus turistici e per i bar nelle scuole, la ristorazione collettiva, i fornitori dei distributori automatici o ancora per le dimore storiche e i b&b campani che lavorano, grazie a una legge regionale, senza partita Iva. Una prima soluzione tampone sarà quella di emanare in tempi rapidi il decreto ministeriale che consente di ampliare l'elenco dei codici Ateco ammessi al contributo a fondo perduto. Sul piatto ci sono però solo 50 milioni, che potrebbero essere integrati nelle prossime settimane utilizzando - magari con un nuovo decreto novembre - il 'tesoretto' di extradeficit ancora a disposizione (circa 1,7-1,8 miliardi per arrivare al 10,8% già autorizzato dalle Camere), cui aggiungere eventuali nuovi risparmi che emergeranno dal tiraggio effettivo delle misure, in continuo aggiornamento in particolare sul fronte della Cig Covid. L'altro canale di ristoro sarà la manovra, tutt'ora però in stand by: il testo dovrebbe essere trasmesso a inizio della prossima settimana al Parlamento "l'8 o il 9 novembre" indica il sottosegretario Misiani. Alcune voci, come il Fondo anti-Covid da 4 miliardi, potrebbero essere riviste proprio per dare aiuti più corposi.

 

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