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Partecipato incontro quello sviluppato ieri, 29 ottobre 2019, nella sala Conferenze di Confcommercio Nord Sardegna durante il quale, alla presenza del Sindaco e di una folta rappresentanza dell’Amministrazione comunale di Sassari, muovendo da un minimo di analisi di contesto, è stato evidenziato il drammatico fenomeno di “desertificazione commerciale” in atto nelle zone più centrali di Sassari. 

Molteplici i fattori dalle problematiche strutturali, alle scelte urbanistiche, alle mutate abitudini di consumo, alla crisi economica generale.
Sotto l’aspetto strettamente “funzionale”, detti fenomeni in città sono strettamente legati alla perdita della centralità socio-economica del centro storico e delle zone immediatamente circostanti a favore di altre zone della città. La stessa qualità ambientale urbana presenta diverse criticità, particolarmente al centro storico, e non rappresenta, al momento, una risorsa.
Peraltro il centro storico - non sempre di pregio sotto l’aspetto architettonico e storico-culturale - ha perso in larga parte anche la funzione residenziale mentre il commercio e i servizi di mercato ancora presenti si concentrano in un’area che comprende solo una porzione limitata di centro storico.
Il protocollo ANCI - Confcommercio sulla rigenerazione urbana
Proprio l’esigenza di “recupero di funzioni tipicamente urbane” ha indotto ANCI e Confcommercio a sottoscrivere nel 2015 un Protocollo d’intesa per la costituzione, a livello comunale (o intercomunale) di laboratori “di rigenerazione urbana” che, muovendo dall’analisi del contesto socio economico (relazione tra città e sistemi commerciali urbani) e degli strumenti di “governo” della programmazione (strumenti urbanistici) verifichino la sussistenza delle condizioni per valorizzare il commercio di vicinato in ambito urbano – particolarmente nei centri storici - creando nuove pratiche operative che possano riferirsi a modelli di gestione della città di tipo inclusivo e capaci di facilitare il dialogo tra settore pubblico e settore privato (Town Centre Management). Tale Protocollo è stato aggiornato lo scorso aprile.
Per Confcommercio, pertanto, la Rigenerazione urbana è il complesso di iniziative ed azioni dirette a recuperare le funzioni tipiche dei centri cittadini (centro storico e zone circostanti): la funzione residenziale, l’Accessibilità e l’Attrattività
L’attrattività deriva dai servizi (pubblici e di mercato) presenti, tra i quali il commercio.
Problematica complessa perché orientata all’inversione dell’attuale tendenza verso una desertificazione commerciale e di servizi delle zone centrali. I possibili interventi dipendono dalla capacità di creare nuovi modelli organizzativi pubblico-privati in grado di programmare e gestire “l’offerta dell’area interessata”.
Obiettivo: rafforzare il sistema distributivo esistente secondo la logica del “centro commerciale” mediante l’integrazione del mix merceologico; la costituzione di reti e la definizione di politiche di rete; la definizione dei programmi in sinergia con il Comune; la ricerca e l’utilizzo delle risorse; la definizione del piano di marketing.

Residenzialità e accessibilità derivano dalle scelte urbanistiche (Puc e Piano mobilità).
Il recupero delle funzioni tradizionali (prima fra tutte quella residenziale) non significa il ripristino delle medesime condizioni del passato ma, più semplicemente, il recupero di funzioni tradizionali ricollocate in un contesto socio economico diverso al fine di ritrovare un corretto equilibrio spazio-funzionale che tenga conto delle mutate esigenze ambientali, di mobilità e di consumo.
Il recupero, almeno parziale, della funzione residenziale del centro storico costituisce, come si è detto, un presupposto essenziale non solo per creare l’indispensabile integrazione tra servizi pubblici e di mercato e città ma anche per il riutilizzo del patrimonio immobiliare.
Accessibilità
Per dare risposte “organiche” al problema, a suo tempo il Piano urbano della mobilità di area vasta, anticipando i tempi, individuò la soluzione nella trasformazione delle infrastrutture ferroviarie a scartamento ridotto presenti nell’area in metro-tranvie, con tutti i vantaggi derivanti da tale scelta.
Il Piano in questione - assolutamente innovativo anche nel panorama nazionale - si proponeva di dare risposte a due problemi ancora oggi presenti: la possibilità di garantire il trasporto di grandi volumi di utenti (da e per la città) rapidamente, con un impatto ambientale ridotto e senza la necessità di dare vita a grandi interventi (anche in termini economici) infrastrutturali.
Si tratta di un Piano - approvato dal Consiglio comunale nel 2008 e condiviso da Confcommercio - che ha il pregio di affrontare in maniera organica il problema della mobilità di area vasta fornendo risposte coerenti con le esigenze ed a costi accettabili. Senza avere la presunzione di individuare soluzioni definitive, l’incontro odierno vuole offrire qualche spunto di riflessione sul tema della mobilità urbana e d’area che, appunto, costituisce un elemento essenziale della rigenerazione urbana.
Il tema sul rapporto tra rigenerazione e mobilità è stato introdotto dall’Ing. Marcello Cherchi che nel suo intervento ha spiegato ai presenti il significato di rigenerazione urbana che parte dal recupero della funzione residenziale e sociale, dell’accessibilità per arrivare alla riqualificazione dei servizi a disposizione del pubblico.
Il tema della mobilità cittadina è stato, invece approfondito nell’intervento dell’Ing. Vittorio Addis che si è soffermato soprattutto su un argomento più volte dibattuto: l’inversione di marcia di Viale Italia naturale ingresso alla città.

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