quota 100L'INPS paga la pensione quota 100 in aprile anche senza i documenti sulla cessazione dell'attività lavorativa: in caso di irregolarità scatta la restituzione.

 

Dal primo aprile, l’INPS procederà con il pagamento dei primi assegni di pensione maturata con la Quota 100, senza tuttavia il preventivo controllo di tutti i requisiti. Per mancanza dei tempi tecnici per recepire e valutare le comunicazioni dei datore di lavoro, in pratica, l’INPS si baserà su quanto dichiarato nella domanda.

Dunque, in via del tutto eccezionale, il primo cedolino pensione targato sarà staccato senza l’attestato sulla cessazione dell’attività lavorativa. Lo chiarisce l’INPS, con apposito messaggio (1008/2019).
Per i dipendenti, infatti, la cessazione del rapporto di lavoro viene comunicata dal datore di lavoro tramite procedura Unilav. Ebbene, per non mancare l’appuntamento del primo aprile, promesso agli aspiranti “Quota 100”, di cui al decreto di riforma pensioni dl 4/2019, la verifica sarà effettuata dopo la liquidazione della pensione. Nel caso in cui si rilevino incongruenze, il contribuente deve restituire quanto eventualmente già incassato.
Compilando la domanda, di fatto, il richiedente indicherà la data di fine rapporto di lavoro: è questa l’indicazione che l’INPS considererà per accreditare la pensione, pur senza la consueta documentazione ufficiale. Se poi, in sede di controlli Unilav, emergeranno difformità con quanto dichiarato, scatterà la decadenza della pensione, con conseguente restituzione degli eventuali ratei già incassati.
Il primo aprile incasseranno le prime pensioni con la Quota 100 coloro che avevano già maturato i requisti (di età e contributi) entro lo scorso 31 dicembre 2018. Dal primo gennaio 2019, invece, dalla maturazione del diritto bisogna attendere tre mesi per la decorrenza della pensione.
L’INPS continua a ricevere fiumi di domande: al 18 marzo è stata superata quota 95mila richieste. Qualche curiosità: la città con il maggior numero di istanze è Roma, nel cui distretto metropolitano sono arrivate oltre 6.800 domande, seguita da Napoli e Milano. Restano in testa le domande dei dipendenti pubblici, più di 34mila, seguita dai dipendenti del privato, intorno a 33mila.

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