sistri 2019

A decorrere dal 1 gennaio 2019 il SISTRI viene soppresso, come previsto dal Decreto Semplificazioni (Dl 135/2018) e di conseguenza non sono più dovuti i relativi contributi di iscrizione, previsti dal decreto ministeriale 78/2016.

Il possibile assetto del sistema di tracciabilità dei rifiuti destinato a sostituire nel prossimo futuro il SISTRI,abrogato dal Dl semplificazioni.
Fino alla definizione di un nuovo sistema di tracciabilità dei rifiuti da parte del Ministero dell’Ambiente, tornano in vigore le vecchie norme sulla tracciabilità dei rifiuti precedenti al 2010, ovvero gli adempimenti relativi alla gestione dei rifiuti antecedenti alla disciplina SISTRI.
Le imprese del settore dovranno quindi:
• presentare il modello unico di dichiarazione ambientale (MUD);
• tenere il registro di carico scarico;
• utilizzare i formulari di trasporto anche in formato digitale (adempimenti previsti dagli artt. 188, 189, 190 e 193, D.Lgs. n. 152/2006, nel testo previgente alle modifiche apportate dal D.Lgs. n. 205/2010).
Sono altresì applicabili le disposizioni in materia di violazione degli obblighi di comunicazione – tenuta dei registri obbligatori e dei formulari ex art. 258, D.Lgs. n. 152/2006.

Il sistema che sostituirà il SISTRI, quello sul quale si sta lavorando è un sistema di monitoraggio su tre livelli. La definizione delle regole e la vigilanza del sistema saranno nelle mani dirette del Ministero dell’Ambiente (articolo 6, comma 3 del Dl 135/2018), così da garantire la governance istituzionale del sistema, almeno a quanto si apprende dalla relazione tecnica di accompagnamento al Ddl di conversione del Decreto Semplificazioni. L’assistenza alle imprese e la gestione della parte informatica del sistema dovrebbero invece essere affidate all’esterno, probabilmente ricorrendo alla piattaforma e all’organizzazione esistente presso il sistema dell’Albo gestori ambientali.
Riassumendo, l’architettura a tre livelli ipotizzata nella relazione tecnica sarà composta da:
• una struttura ministeriale che avrà il compito primario di sovraintendere alla stesura delle regole e di coordinare e vigilarne l’applicazione;
• una struttura di assistenza e interfaccia con le imprese;
• una componente tecnologica composta da una parte software e da una parte hardware.
SISTRI: che fine farà
Nella nota tecnica del disegno di legge di conversione del dl 135/2018 si legge che la gara pubblica con la quale nel 2017 era stato individuato quello che sarebbe dovuto diventare il concessionario del sistema erede del SISTRI potrebbe essere revocata in via amministrativa ex lege 241/1990. In questo caso i soggetti andrebbero indennizzati dal Ministero dell’Ambiente per un totale di 50 mila euro da finanziare con i contributi SISTRI versati per il 2018.
Istituzioni coinvolte:

Comando Carbinieri per la tutela dell'Ambiente;
Istituto Superiore per la Protezione e Ricerca Ambientale (ISPRA)
Agenzie REgionali e Provinciali di Protezione dell'Ambiente
Province
Guardia Costiera
Imprese Ferroviarie

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